Museo Marino Marini, Villa Romana e déjà.vu
sono lieti di presentare
THOMAS KILPPER
Imparare dal Maghreb. Come sbarazzarsi dei presidenti non desiderati?
con Emanuela Ascari, Astrid Auberger, Giulia Cenci, Eva Geatti, Maria Gleu, Ozan Erme Han, Cemile Kaptan, Daniela Spagna Musso, Alia Scalvini, Dominique Vaccaro, Eugenia Vanni, Johannes Wagenknecht. a cura di Lelio Aiello —— 30.06.2011, ore 18:30
Il Museo Marino Marini inaugura giovedì 30 giugno alle ore 18.30 Imparare dal Maghreb. Come Sbarazzarsi dei Presidenti Indesiderati? Un’installazione che coinvolge la zona d’ingresso del Museo, realizzata con materiali di riciclo frutto del laboratorio „work.lab“, a cura di Lelio Aiello, tenutosi a Villa Romana da Thomas Kilpper con dodici giovani artisti italiani e internazionali.
Thomas Kilpper (Stoccarda 1956) residente a Berlino, invitato ad esporre alla Biennale di Venezia nel padiglione Danese, è noto per i suoi lavori che intervengono in specifici contesti sociali e politici. L’artista, borsista nel 2011 a Villa Romana, Firenze, ha tenuto per due settimane, nel mese di giugno, un laboratorio. I dodici partecipanti selezionati da una commissione formata da Lelio Aiello (curatore work.lab), Angelika Stepken (Direttore Villa Romana), Alberto Salvadori (Direttore Museo Marino Marini), e dallo stesoo Kilpper sono: Emanuela Ascari (Maranello, 1977); Astrid Auberger (Berlin, 1986); Giulia Cenci (Cortona, 1988); Eva Geatti (Bologna, 1981); Maria Gleu (Nurberg, 1988); Ozan Emre Han (Istambul, 1985); Cemile Kaptan (Istambul, 1977); Daniela Spagna Musso (Bologna, 1975); Johannes Wagenknecht (Bulgaria, 1987); Alia Scalvini (Desenzano, 1980); Dominique Vaccaro (Bologna, 1980).
In linea con le esperienze degli anni passati il laboratorio ha focalizzato l’attenzione sul quotidiano e sulle sue implicazioni territoriali, sociali e politiche. Ha posto interrogativi sul ruolo dell’artista nei confronti della società e su come affrontare questioni sociali attraverso l’arte. Per chi si produce arte? Quale ruolo ha l’arte nella lotta per l’emancipazione e/o l’uguaglianza sociale? Si possono sviluppare strategie artistico-estetico per il cambiamento sociale?
Il laboratorio ha coinvolto i dodici artisti nella realizzazione di un’opera nell’area d’ingresso del Museo Marino Marini, per la quale sono stati utilizzati materiali di riciclo, elaborando una installazione al confine tra scultura e architettura, che ha preso forma attraverso la partecipazione attiva del gruppo.
Con il sostegno del Museo Marino Marini, di Villa Romana, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Col patrocinio del Comune di Firenze, Media partner Brainstorming art project, UndoNet, Exibart, Edizioni Zero.
work.lab s’inserisce nell’ambito di déjà.vu, il progetto bolognese che da cinque anni porta avanti una ricerca sui linguaggi del contemporaneo che include artisti, studenti, pubblico e luoghi, in una dimensione dialogica e partecipativa.
Villa Romana è una struttura fondata a Firenze nel 1905 dal pittore tedesco Max Klinger e si pone come un forum di arte contemporanea che intesse, attraverso mostre e varie iniziative, un proficuo dialogo con la realtà locale, promuove rapporti di cooperazione con partner interessanti. Istituisce annualmente un premio internazionale per giovani artisti che si concretizza in una residenza di un anno.
aritmia è un associazione culturale con sede a Bologna e promuove le sperimentazione e le produzioni artistiche maggiormente aderenti alla cultura contemporanea.
Con il patrocinio del Comune di Firenze
info: info@dejavu-bo.it – www.dejavu-bo.it – www.museomarinomarini.it – www.villaromana.org
Media partner UnDoNet, Exibart, Edizioni Zero
piazza san pancrazio
50123 firenze, italia
t +39 055 219432
www.museomarinomarini.it